Api attiviste per salvare il mondo e…l’uomo

Standard

Api attiviste per salvare il mondo e...l'uomoGreenpeace lancia oggi un nuovo video, un corto di animazione realizzato dal regista Daniel Bird in cui api attiviste protestano contro l’uso di pesticidi nell’agricoltura di stampo industriale.

Le api ambientaliste, proprio come in una classica azione dimostrativa di Greenpeace, utilizzano degli striscioni per manifestare contro i pesticidi commercializzati da aziende chimiche come Syngenta e Bayer. A essere in pericolo non sono solo le api ma anche la sicurezza alimentare: un terzo della produzione di cibo dipende dall'impollinazione degli insetti.

«Le api hanno un ruolo essenziale per gli ecosistemi, l'agricoltura e la produzione di cibo. La loro sopravvivenza è minacciata dalle grandi aziende che producono pesticidi e da un modello agricolo che fa un uso sempre più ampio di prodotti chimici dannosi. Nella realtà le api non possono proteggersi da sole da queste pericolose sostanze, né avvisarci sulle catastrofiche conseguenze per gli esseri umani se loro scomparissero. La progressiva diminuzione degli insetti impollinatori dovrebbe però interessare tutti: dobbiamo agire per salvare le api, ma anche per salvare noi stessi e preservare il nostro fragile ecosistema" dichiara Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.

Ognuna delle azioni riprese dal film di animazione si basa sui filmati di azioni storiche realmente messe in atto da Greenpeace. Lo scopo del video è sensibilizzare le persone ad agire per salvare le api e la nostra agricoltura, nell'ambito della campagna mondiale "Salviamo le api" (www.salviamoleapi.org). "Questo video dimostra con humor la vulnerabilità delle api che combattono le grandi aziende agrochimiche. Una delle api sorregge un cartello con lo slogan 'Salvate gli umani', ovvero il messaggio implicito della campagna 'Salviamo le api': se loro si estinguono, ci estingueremo anche noi" afferma il regista Daniel Bird.

Alternativa Sostenibile: portale di informazione sullo sviluppo durevole e sostenibile.
Web: www.alternativasostenibile.it

Chernobyl 28 anni dopo: da Green Cross un appello per non dimenticare

Standard

Chernobyl 28 anni dopo: da Green Cross un appello per non dimenticareTutto fermo, quasi cristallizzato. Poco è cambiato nella città ucraina di Pripyat da quel terribile 26 aprile del 1986 e nei 30 chilometri di raggio attorno alla centrale nucleare. A 28 anni dal disastro di Chernobyl, l’organizzazione ambientalista Green Cross lancia un appello per non abbandonare le famiglie che, ancora oggi, anche attraverso i loro figli e nipoti, portano i segni fisici e psicologici della contaminazione.

Secondo uno studio condotto dalla filiale svizzera di Green Cross, oltre 9,9 milioni di persone vivono ancora nelle aree inquinate dalle radiazioni a seguito dell'incidente: in Bielorussia il dato oscilla tra 1,6 e 3,7 milioni di persone, in Russia tra 1,8 e 2,7 milioni e in Ucraina tra 1,1 e 3,5 milioni. Da quasi vent'anni Green Cross è impegnata in Russia, Bielorussia e Ucraina, e dal 2012 anche in Giappone, attraverso il programma Socmed a sostegno delle popolazioni locali. I "Therapy Camps" (campi di terapia) ogni anno permettono a circa 1.000 ragazzi di vivere in un ambiente sano e pulito e di disporre di cure mediche adeguate, riducendo il livello di contaminazione tra il 30 e l'80% e coinvolgono complessivamente in attività assistenziali oltre 31.000 persone.

I "Mother and Child Clubs" (club madri e figli), gruppi di formazione per insegnare alle madri come ridurre i livelli di radioattività nei prodotti alimentari, interessano ogni anno più di 4.200 donne. Infine, ci sono i "Mobile Bus", pulmini attrezzati che forniscono cure e consulenze mediche a bambini e famiglie in difficoltà. «Molto è stato fatto, ma tanto c'è ancora da fare», afferma la direttrice del programma Socmed Maria Vitagliano, in questi giorni in missione a Chernobyl insieme ai colleghi di Green Cross Svizzera per monitorare gli interventi. «È necessario tener sempre aggiornata la mappatura dei terreni per permettere la piantumazione di alberi da frutto, per la semina degli ortaggi e delle verdure in superfici non contaminate. Allo stesso tempo devono continuare a pieno ritmo i lavori della nuova struttura ad arco progettata per sigillare il reattore danneggiato e contenere la diffusione delle radiazioni».

«Dopo 28 anni dalla catastrofe, ancora oggi quando si esce da Pripyat e da Chernobyl bisogna sottoporsi a scansioni per controllare i livelli di radioattività accumulati durante la permanenza, seppur limitata, in questi luoghi. Non si può abbassare la guardia perché la tragedia di Chernobyl è tutt'altro che finita», conclude Vitagliano. «Il disastro di Chernobyl - aggiunge il presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio - rimane purtroppo presente e tangibile nelle menti e nei corpi di milioni di persone, anche oltre i confini di Pripyat, ma ciò non è bastato a fermare il nucleare. Ne abbiamo avuto prova con l'incidente di Fukushima del 2011 che, oltre a tante vittime, ha portato alla contaminazione dell'8% delle superfici agricole del Giappone. È necessario procedere a una graduale fuoriuscita dall'energia nucleare, è tempo di riprendere lo slogan "fuori dal nucleare, civile e militare"».

Alternativa Sostenibile: portale di informazione sullo sviluppo durevole e sostenibile.
Web: www.alternativasostenibile.it

Ambiente: quanti sono gli stambecchi sulle Alpi?

Standard

Ambiente: quanti sono gli stambecchi sulle Alpi?Il Parco Nazionale Gran Paradiso incaricato dalla Svizzera di studiare la popolazione della specie simbolo dell’area protetta su tutto l’arco alpino. L’ufficio federale per l’ambiente della Confederazione Svizzera ha affidato all’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso uno studio finalizzato alla creazione di una mappa relativa alla distribuzione dello stambecco sulle Alpi.

L'obiettivo è quello di fare il punto sulla consistenza e distribuzione degli stambecchi nelle differenti colonie presenti sulle Alpi raccogliendo i dati disponibili su tutti i distretti, protetti e non dell'arco alpino. Grazie a questo strumento sarà possibile programmare meglio le future strategie di conservazione della specie a livello europeo. La cooperazione con il governo svizzero è dovuta al fatto che il Parco nazionale Gran Paradiso da oltre 30 anni si occupa, attraverso le attività del Gruppo Stambecco Europa, di queste problematiche, oltre ad investire da lungo tempo su attività di ricerca su questa specie, simbolo dell'area protetta. L'ultima colonia di Stambecco sopravvissuta sulle Alpi, anche alla grazie alla creazione del Parco nel 1922, che ne ha permesso il salvataggio dall'estinzione, costituisce infatti il serbatoio genetico di questa specie da cui derivano tutti gli esemplari ora presenti sull'arco alpino.

Oltre all'impegno diretto per la reintroduzione e la conservazione, negli ultimi anni si sono intensificati gli sforzi del Parco per l'attivazione di ricerche scientifiche a lungo termine ed è stata posta grande attenzione sulla dinamica della popolazione originaria. Sin dal 1999, in particolare nell'area di studio di Levionaz in Valsavarenche, è in corso un programma di studio intensivo su ecologia comportamentale, life history e genetica dello stambecco. Molto importante nelle attività di supporto alla ricerca è il ruolo dei guardaparco che, nello svolgimento del proprio compito, contribuiscono direttamente a rendere possibili queste indagini a lungo termine, tramite l'avvistamento diretto, il monitoraggio, la cattura e la marcatura degli animali nell'area di studio, sotto controllo veterinario del servizio scientifico sanitario.

Alternativa Sostenibile: portale di informazione sullo sviluppo durevole e sostenibile.
Web: www.alternativasostenibile.it

Produrre dai rifiuti, si può?

Standard

Produrre dai rifiuti, si può?A dimostrarlo sono le 60 tonnellate di cartucce per stampanti recuperate da Ecoprint e rimesse in commercio attraverso il negozio on line e tutti i punti vendita EcoPoint in Italia.

Situata nella provincia di Lecce, l’azienda Ecoprint è nata nel 1994 dalla presa di coscienza della realtà attuale: una società della comunicazione, dell’informazione, della tecnologia, che passerà alla storia anche come la società dei rifiuti.

Occorreva risolvere un duplice problema: inventare nuove opportunità di occupazione e, allo stesso tempo, salvaguardare l’ambiente. In questa direzione si è mossa 20 anni fa Ecoop Società Cooperativa A.R.L. che oggi nel Salento produce e commercializza in tutta Italia cartucce per stampanti a marchio Ecoprint e offre per aziende ed enti pubblici  il ritiro gratuito in tutta Italiadi consumabili esausti come previsto dalla vigente normativa.

Quella di Ecoprint è una battaglia al rifiuto che va avanti da ben due decenni: “Siamo da 20 anni sul mercato italiano delle cartucce Toner e Inkjet, produciamo sottraendo rifiuti dall'ambiente ed offrendo un'alternativa di consumo sostenibile ad un costo molto contenuto rispetto all’originale –  afferma Salvatore Coluccia, Amministratore di Ecoprint, e aggiunge – ricostruire è molto più complesso, richiede più tempo, competenze tecniche adeguate, investimenti in tecnologie avanzate, conoscenza approfondita delle problematiche ambientali, delle leggi in materia di raccolta, smaltimento e recupero di questo tipo particolare di rifiuti. Ad oggi – conclude l’amministratore dell’azienda salentina – i prodotti Ecoprint garantiscono elevatissime performance, sia in termini di qualità che affidabilità e durata. I nostri tecnici partecipano a numerosi seminari in Italia e all’estero e il nostro know-how ci colloca ai vertici delle società operanti nel settore”.

Quest’anno ricorre un prestigioso traguardo. Un traguardo che lascia il passo alla sostenibilità ambientale grazie alle ben 60 e più tonnellate di cartucce per stampanti recuperate nell’arco di 20 anni.

Il marchio storico in occasione del ventennale offre un coupon sconto speciale a tutti i fans della Pagina Facebook.
Con un clic sulla pagina, si potrà ricevere il codice promozionale per acquistare i prodotti Ecoprint sul negozio on line www.ecoprint.it ad un costo più molto contenuto rispetto all’originale.

Ecoprint – Ecoop Società Cooperativa A.R.L.
Z. A. Via Caduti di Nassirya 8
LEQUILE (LE)
tel: 0832 1831855

Alternativa Sostenibile: portale di informazione sullo sviluppo durevole e sostenibile.
Web: www.alternativasostenibile.it

Piazza San Pietro: la prima canonizzazione in 3D

Standard

Mytech
L’evento che si terrà in diretta da Roma domenica prossima potrebbe essere il primo vero e proprio spartiacque tra il mondo della vecchia e nuova tecnologia televisiva. Già ampiamente utilizzata durante gli eventi sportivi, la diretta live in 3D acquisterà un significato particolare quando Papa Francesco darà il via alla santificazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Si tratta del primo evento del cristianesimo totalmente visibile in tre dimensioni, grazie al lavoro del Centro Televisivo Vaticano (CTV) e del coinvolgimento di Sky Italia, BSkyB e Sky Deutschland.Saranno infatti 13 le telecamere 3D di Sky presenti (su un totale di 40) gestite da 85 professionisti che permetteranno a chiunque di vivere in prima persona i momenti della cerimonia di Piazza San Pietro. Tutte le 4 ore di diretta saranno visibili in modalità “classica” su Sky TG24 HD e, in tre dimensioni, su Sky 3D, oltre che sui canali del CTV. Per consentire la ripresa in 3D, Sky utilizzerà fino a 10 regie mobili OB-Van , normalmente in campo per le riprese esterne, ma qui totalmente dedicate alla produzione in tre dimensioni. Non a caso lo staff di Sky ha lavorato per 200 giorni (dallo scorso ottobre) al progetto, cominciando già dall’inizio di questa settimana ad allestire gli spazi della ripresa per l’evento.Le telecamere renderanno disponibile il segnale 3D in Italia e all’estero attraverso nove satelliti Eutelsat che diffonderanno la diretta, in tre dimensioni, anche per i clienti in Germania e nel Regno Unito. Giusto per rendersi conto della portata dell’evento, si pensi che per le Olimpiadi di Sochi i satelliti Eutelsat utilizzati furono “solo” tre. Per l’occasione potranno assistere alla diretta tridimensionale tutti gli abbonati Sky HD, anche senza un pacchetto 3D attivo. Ma la tecnologia messa in campo non si ferma qui. Le immagini “vive” da Roma raggiungeranno anche a 500 cinema sparsi in tutto il mondo, dall’Europa al Sud e Nord America. La diretta di Sky 3D sarà visibile nei cinema di Argentina, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Croazia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lettonia, Libano, Messico, Polonia, Spagna, Stati Uniti, per consentire a migliaia di persone di sentire il calore della piazza attraverso un’esperienza estremamente coinvolgente. In Italia saranno 130 le sale cinematografiche dove si potrà assistere all’evento (qui l’elenco completo ), con un accesso gratuito per tutti, fino ad esaurimento posti. Il tutto è stato reso possibile dalla Nexo Digital, in collaborazione con i partner tecnologici DSAT Cinema (con il suo partner italiano Open Sky) e SENSIO Technologies Inc.Sempre per quanto riguarda l’Italia, location speciale sarà la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista a Sotto il Monte , paesino in provincia di Bergamo che ha dato i natali ad Angelo Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII. Qui Sky, in collaborazione con Sony, allestirà la diretta in 3D per i fedeli presenti che vorranno stringersi a bergamaschi concittadini del “nuovo” Santo.Segui @Connessioni !function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?’http’:'https’;if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+’://platform.twitter.com/widgets.js’;fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, ‘script’, ‘twitter-wjs’);